


Le vibrazioni possono essere estremamente dannose per gli edifici, per questo in taluni casi può risultare necessario il loro monitoraggio onde verificare la loro entità e, se il caso lo richiede, individuare le azioni necessarie per la loro mitigazione.
Tali disturbi vibrazionali antropici sono ad esempio dovuti ad attività di cantiere (realizzazione di perforazioni, utilizzo di martellone pneumatico, frese ecc...), scoppi di mine, traffico stradale e/o ferroviario intenso, ma anche ad attività industriali (presse, frese, torni) o attività di cava (utilizzo di esplosivi).
Lo Studio ha all'attivo molteplici monitoraggi vibrazionali (eseguiti con un sistema triassiale di sensori velocimetrici ed accelerometrici) presso edifici industriali, monumentali e di civile abitazione.
La norma di riferimento è la UNI 9916 (Criteri di misura e valutazione degli effetti delle vibrazioni sugli edifici).

Tabella da norma UNI 9916

Grafico da norma UNI 9916


Evento vibrazionale (esplosione) nelle sue 3 componenti (NS, EW, UP-DOWN)
La tecnica utilizza il “rumore ambientale” dovuto alla composizione delle onde elastiche (P e S) che si propagano continuamente dagli strati del sottosuolo (originate da svariate sorgenti quali attività sismica, variazioni barometriche, onde oceaniche, attività antropiche, ecc...) e che si porpagano naturalmente agli edifici facendoli vibrare nel campo elastico.
La tecnica consente di individuare le caratteristiche dinamiche della struttura (frequenze di vibrazione, modi di vibrare, damping) e confrontarle con i parametri sismici del sito (frequenza fondamentale del rapporto spettrale HV) per verificare l’induzione del fenomeno della risonanza (accoppiamento sito / struttura).
Tale comportamento è chiamato spettro di risposta ed è unico per ciascuna struttura, al punto di poterlo definire come la sua impronta digitale.
Effettuando più misure sulla struttura (sincrone o afasiche) è possibile ricostruire le frequenze fondamentali corrispondenti ai primi modi di vibrare della struttura e valutare gli spostamenti attesi.
DANNI ALLE STRUTTURE
Sulla base delle registrazioni (monitoraggio) alla luce delle norme Europee (UNI 9916, DIN 4150-3) è possibile valutare gli effetti delle vibrazioni sulla struttura (edificio residenza, industriale o storico) distinguendo tra “danno architettonico” e “danno maggiore”.
Ciascun evento che superi il valore soglia ammissibile per l’edificio può essere identificato, distinguendo le tre componenti spaziali (x, y, z) e indicando:
Del periodo di monitoraggio viene proposta una analisi statistica con il numero di eventi di superamento della soglia, l’entità del superamento e il loro contenuto in frequenza.
La propagazione della perturbazione prodotta è mediata dalla tipologia del suolo e dalla risposta locale del sito.
Anche la struttura risponde in modo “personale” alle sollecitazioni, non essendo necessariamente sollecitabile dall’intero spettro dinamico.